CAPITANI E LA VERSILIA

 
 
CI chiediamo , in questi iniziali anni del nuovo secolo , chi – del Novecento  - resterà in arte  ; e chi , nel caotico susseguirsi delle tantissime “ personali “ e di gruppo , tra cento e cento eventi , saprà stare al passo coi tempi del rinnovo , senza essere travolto da quell’ansia di fare e di  arrivare che per molti diventa un muro invalicabile .
Personalmente ci consideriamo fortunati sia per aver potuto conoscere e frequentare nel corso degli anni un gran numero di pittori e di scultori , sia perché le cose della vita ci hanno portato e vivere in Versilia , territorio “ tra il Tirreno e le Apuane “ di michelangiolesca memoria , scelto – da molti e molti anni – quale punto di incontro creativo , grazie alla varietà d’un paesaggio unico nel quale convivono il contrasto e l’armonia , tra i picchi dell’Altissimo , le zone pinetate e lacustri , gli Studi per la lavorazione  artistica e artigianale del marmo e le fonderie .
Se l’attenta critica d’arte ha già ampiamente analizzato la presenza anche in tale ambito territoriale , dei vari Lorenzo Viani , Plinio Nomellini , Galileo Chini ,Carlo Carrà , Pietro Annigoni , e via e via Ernesto Thayaht ,Marino Marini , Arturo Dazzi , Felice Carena , Henry Moore ed altri , tra le generazioni successive a quella di tali Maestri ormai storicizzati , esiste un indubbio fermento o “ presenza attiva “ , da parte di vari artisti che agendo con serietà e puntiglio , stanno confermando la positiva stagione “ versiliana “ , e l’attenzione che si è polarizzata su di loro da parte di collezionisti e di esperti del settore .
E’ questo il caso di Mauro capitani , che ha saputo ( e sa ) leggere i tanti impulsi di una storia millenaria  , dove il mito e la realtà sanno convivere grazie ad un cielo in continua mutazione , che fa da sfondo ad un palcoscenico su cui l’oggetto e l’emozione , il racconto e il canto , sono soltanto alcuni degli elementi dai quali egli ha tratto il giusto materiale per comporre le sue “ poesie dipinte “ .
I rapporti di dialogo , poi con altri pittori e letterati – tipo Ernesto Treccani , uno per tutti – hanno in ogni modo accentuato una naturale inclinazione creativa , proprio in questi posti che furono cari a Malaparte e a Bigongiari , per esempio con la realizzazione di stupende cartelle litografiche sparse oggi in robuste collezioni private , e non solo .
E’ comunque su tutto il territorio , da Forte dei Marmi e a Marina Di Pietrasanta , da Terrinca e a Torre del Lago , che Mauro Capitani ha creato alcune tra le opere più espressive , in grafica e in pittura ; ecco che , in dilagante armonia , l’eternità delle conchiglie fossili tratte da una cava di Arni , fa spazio alla danza di gabbiani felici sulla distesa acquea  viareggina . Di contro il brulichio intenso dei verdi estivi dei castagneti di Azzano , si accompagna al paesaggio lacustre di pucciniana memoria .
La sua traccia creativa è così giustamente entrata a far parte della Versilia dell’arte , proprio per quei suoi tratti pittorici insistiti , tenaci ed autonomi , che assieme a quelli di altri , resteranno indelebilmente per ben delineare questo nostro tempo . 

Marina di Pietrasanta, Settembre 2007

di Lodovico Gierut